«È stata sicuramente la quinta edizione più importante in termini di ospiti presenti e anche la più internazionale», sottolinea Asti, ricordando in particolare il rapporto avviato lo scorso aprile con istituzioni cinesi, accademie e musei. Un percorso che ha trovato una delle sue espressioni nella mostra di Marco Casentini e nell’attività di scambio costruita tra queste realtà e Startè.

Una relazione che, nelle intenzioni dell’associazione, non si esaurisce nella singola iniziativa, ma punta a svilupparsi nel tempo attraverso nuovi progetti e occasioni di confronto. È anche questa dimensione internazionale, spiega Asti, a rappresentare uno degli elementi di crescita della Summer School.

Particolare rilievo ha avuto inoltre il Premio alla carriera per l’arte, assegnato quest’anno all’ambasciatore Umberto Vattani. Una scelta legata non soltanto al suo percorso nella diplomazia italiana, ma anche al ruolo attribuito alla cultura e all’arte nelle relazioni internazionali.

Nelle motivazioni del premio, Startè ha voluto evidenziare in particolare il lavoro di Vattani nell’ambito della diplomazia culturale e la capacità dell’arte italiana di diventare uno strumento di relazione. Asti richiama, tra gli esempi, le opere collocate davanti alle Nazioni Unite e al Parlamento europeo. «È un esempio di come l’Italia abbia sempre esercitato, anche attraverso l’arte, una forma di soft power. Un potere importante nelle relazioni internazionali, capace di incidere attraverso la cultura e la diplomazia culturale», spiega.

Sul fronte espositivo, resta aperta fino al 30 ottobre la mostra dedicata a Marco Casentini e all’artista cinese Liu Ke coinvolto nel progetto. Un confronto che, secondo Asti, trova un punto di contatto particolarmente significativo nell’utilizzo del colore e nella ricerca geometrica. «La relazione tra i due artisti è molto forte e nasce soprattutto dall’uso del colore. Entrambi hanno una capacità di astrarre geometricamente e, attraverso il colore, riescono a creare emozione, sintonia ed empatia con chi guarda le opere», sottolinea il presidente di Startè.

La Summer School ha inoltre portato a Sarzana giornalisti, curatori, critici ed esperti d’arte. Un confronto tra professionalità diverse che Asti considera determinante per la riuscita dell’iniziativa. Tra gli ospiti anche Massimo Mattioli, direttore di ArtsLife, mentre un ruolo centrale è stato affidato ancora una volta alla direzione scientifica di Umberto Croppi. «La presenza e la direzione scientifica di Umberto Croppi sono state ancora una volta molto importanti. Ha dato un contributo significativo alla costruzione dei contenuti e alla qualità degli incontri», osserva Asti.

Tra gli appuntamenti della Summer School anche quello con Alberto Bonisoli, ex ministro della Cultura, che nel suo intervento ha mostrato i dati del turismo culturale rilevati dal centro studi di Federculture di cui è coordinatore.

L’obiettivo, infatti, è fare in modo che la Summer School non rimanga limitata alle giornate degli incontri, ma possa produrre contenuti, riflessioni e relazioni destinati a proseguire nel tempo. «Per noi è importante che quello che viene discusso durante la Summer School non rimanga circoscritto alle giornate dell’iniziativa. Vogliamo che incontri e contenuti possano generare riflessioni e relazioni che proseguano nel tempo», spiega Asti.

E proprio il calendario di Startè guarda già al prossimo appuntamento. Il 10 ottobre a Lerici sarà inaugurata Caselli 50, la mostra dedicata a Giuseppe Caselli nel cinquantesimo anniversario della sua scomparsa. L’iniziativa, realizzata con il contributo del Comune di Lerici, sarà accompagnata da un catalogo di oltre 200 pagine con più di 300 opere pubblicate.

Un progetto che nasce anche dal lavoro dell’Archivio Caselli, costituito da Startè e presieduto, fino alla sua scomparsa, da Francesco Vaccarone. La ricerca ha coinvolto numerosi collezionisti, spezzini e non solo, facendo emergere opere conservate in diverse parti d’Italia. «Abbiamo coinvolto collezionisti che negli anni hanno dimostrato di amare Caselli e che hanno conservato le sue opere, spesso tramandandole di generazione in generazione, dai nonni ai nipoti attraverso i figli», racconta Asti.

La mostra, nelle intenzioni dei curatori, vuole inoltre proporre un’immagine più ampia dell’artista, andando oltre la produzione più conosciuta. Le marine saranno presenti, ma in numero ridotto, mentre l’esposizione cercherà di restituire la varietà della ricerca pittorica di Caselli. «Vogliamo proporre tutta la pittura di Caselli e offrire quindi un approfondimento sulla sua produzione e sulla qualità del suo lavoro, andando oltre l’immagine più immediata che spesso si ha del pittore», spiega Asti.

Nel tracciare il bilancio della quinta Summer School, il presidente di Startè sottolinea infine il ruolo del Comune di Sarzana, che ha contribuito alla realizzazione dell’iniziativa, e dell’assessore alla Cultura Giorgio Borrini. Un sostegno istituzionale che, conclude Asti, permette all’associazione di continuare a sviluppare il proprio percorso tra arte, cultura e relazioni internazionali.