LORENZO LUDI – L’arte non ha ostacoli

LORENZO LUDI – L’arte non ha ostacoli

L’arte non ha ostacoli. Il cammino di Lorenzo Ludi raccontato in una mostra

Il percorso artistico di Lorenzo Ludi è cominciato dieci anni fa, grazie ai nostri laboratori realizzati con la fondazione Ha.rea e con la collaborazione fattiva dei pittori che aderirono al progetto ‘L’Arte non conosce ostacoli’. La mostra di Natale presieduta da Paolo Asti, che inaugura il 21 dicembre 2023 alle 18 e proseguirà fino al 7 gennaio 2024, quest’anno è dedicata proprio al lavoro di Lorenzo.

 

 

L’ARTE NON CONOSCE OSTACOLI – Paolo Asti

L’arte non conosce ostacoli. Con questa convinzione, nel 2013, Startè e la Fondazione Harea hanno avviato un percorso utile a sviluppare attività cognitive attraverso la rappresentazione del reale, affidata all’informale e all’astrazione pittorica. Convinti che i laboratori d’arte potessero essere un’occasione per far uscire di casa i ragazzi, farli stare insieme e dare un po’ di “respiro” ai genitori; certo, non potevamo immaginare né noi, né gli artisti che generosamente avevano aderito al progetto, cosa sarebbe potuto accadere. Soprattutto, non avevamo immaginato che per Lorenzo il dipingere sarebbe diventato, come è diventato, il mezzo per l’espressione di sé.

Dall’informalità dell’uso del colore, infatti, poco a poco ha preso forma qualcosa capace di andare oltre alle opere, ovvero la consapevolezza di Lorenzo di poter avere, grazie alla sua pittura, un posto nel mondo insieme agli altri. Se un artista dipinge l’invisibile, o meglio ciò che solo lui riesce a vedere, mostrandolo agli altri, questo senza dubbio è quel che fa per noi anche Lorenzo. Per questo, non voglio rispondere al quesito se Lorenzo sia nato pittore o lo sia diventato, individuando l’arte come il suo tramite sublime verso gli altri. Quel che è certo è che la storia di Lorenzo dimostra, ancora una volta, che l’arte è in grado di aprire finestre nella nostra mente, capaci di mostrare nuovi paesaggi e orizzonti, di cui ragazzi come lui possono essere i migliori interpreti.

La mostra, dieci anni dopo il primo laboratorio d’arte, racconta parte del cammino artistico compiuto da Lorenzo, le cui opere, affiancate da un lavoro ciascuno degli artisti che aderirono con entusiasmo alla nostra iniziativa, sono esposte nella mostra. Una menzione particolare va al lavoro assiduo di Pietro Bellani, Gloria Giuliano e Francesco Vaccarone che, negli anni, hanno continuato a restare vicino a Lorenzo e alla sua arte, vero atto liberatorio di ogni impedimento che appare ai nostri occhi e al suo vivere quotidiano. Osserviamo le opere di Lorenzo e sintonizziamoci sulle sue frequenze, così che la gioia che le contraddistingue, arrivando alla nostra anima, possa arricchirla grazie alla sua felicità creativa, consapevoli che l’unico ostacolo che conosce l’arte è quello che anteponiamo tra noi e l’opera cercando di comprenderla.

 

 

LA MENTE CREATIVA DI LORENZO – Prof. Antonio Parisi, Centro Studi Delacato

Non vi sono dubbi, per le neuroscienze attuali la nostra identità si trova all’interno degli impulsi elettrochimici viaggianti lungo gli intricati circuiti cerebrali. Se quest’attività, a causa di droghe o di malattie del corpo, dovesse cambiare carattere, simultaneamente anche noi cambiamo carattere. Se una porzione del cervello dovesse danneggiarsi è, ancora una volta, probabile che si cambia identità. Se dalla nascita, una parte del cervello si trova ad essere danneggiata, tutta l’Organizzazione Neurologica conseguente risulta “alterata” con conseguenze “straordinarie”. A tal proposito, è da considerare che, per tutte le funzioni mentali abbiamo imparato molto dagli esperimenti della natura, cioè da vari disturbi del cervello che risultano essere associati, sovente, a maggiori abilità, tra cui anche maggiore creatività. Un’altra conquista delle neuroscienze attuali è stata quella di considerare il cervello e le sue abilità, ovvero ciò che siamo a livello neurale, dipendente da ciò che abbiamo fatto. Il cervello è altamente plastico, dunque cambia struttura e funzione in relazione alle nostre esperienze. Dato che le nostre esperienze sono uniche, tali saranno anche i modelli delle nostre reti neurali. La nostra identità, possiamo senza ombra di dubbio affermare, è un bersaglio in movimento, che non raggiunge mai un punto di arrivo. Allo stesso tempo la nostra sopravvivenza dipende in tutto e per tutto da chi ci circonda. Possiamo definire tutto questo affermando che la nostra identità è scritta nei nostri cervelli ed è stata scritta dalla nostra storia ( cosa ci hanno fatto e cosa abbiamo fatto). La funzione principale dei sistemi percettivi, motori, emotivi e cognitivi è quella di creare modelli del mondo presenti nel cervello umano ovvero, modelli che dipendono in tutto e per tutto dalla nostra storia (il cervello in sua totale autonomia, cioè senza la storia, non può creare nulla, per cui il cervello non ha poteri magici. Talvolta, è il caso di Lorenzo, i cervelli creano ambiguità, al punto tale da suscitare reazioni diverse in spettatori diversi, o anche nello stesso spettatore in tempi diversi. Da qualche tempo le neuroscienze si stanno interrogando sulla natura di tale abilità mentale, denominata creatività. Stanno cercando di comprendere quali circuiti neuronali vi contribuiscono. Uno dei requisiti neuronali per essere creativi è quello di possedere un’attenzione differente. L’attenzione è quell’abilità che ci rende consapevoli dei contenuti della nostra coscienza e, quindi, insieme alle emozioni ci guida nell’acquisire conoscenze. Lorenzo, in seguito alla sua storia, ha circuiti neuronali che rendono molto più individuali i suoi processi attentivi. Inoltre si è visto che, nei momenti di creatività gli artisti regrediscono volontariamente ad una modalità che è di giovamento ai processi creativi. Guidati dal principio di piacere esaltano circuiti neurali ben rappresentati nell’emisfero dx e che, per tale motivo, non hanno la capacità di divenire consapevoli, a discapito di quelli localizzati nell’emisfero sx. Tale regressione, in alcune patologie del S.N.C. quale la schizofrenia, l’autismo, si verifica spontaneamente. Il creativo Lorenzo è una risorsa umana e scientifica, in quanto potrebbe insegnarci che questa regressione non è tipica delle psicosi. Ovviamente, pochissime risposte le troveremo nel cervello di Lorenzo ma moltissime nella storia della sua vita.

 

 

 

 

 

 

BIOGRAFIA DELL’ARTISTA – Rosanna Picetti, mamma di Lorenzo

Lorenzo è nato a La Spezia il 21 settembre 1988; un parto difficile gli ha procurato un’asfissia di cui ancora oggi sopporta le conseguenze. L’attività riabilitativa di Lorenzo è iniziata molto presto, all’età di quattro mesi a Milano presso il centro A.S.T.R.I. (Associazione Studio e Terapie Riabilitative Italiana) della professoressa Cecilia Morosini, proseguita poi a Philadelphia (USA) presso l’“Institute for the Achievement of Human Potential” diretto da Glenn Doman. Attualmente è seguito dal “Centro Studi Delacato” del dottor Antonio Parisi e della dottoressa Annalisa Buonomo e, da pochi mesi, anche dal “Centro Medico ADELI” di Piestany (Repubblica Slovacca).
La sua viva curiosità ha spinto i genitori a farlo intraprendere il meraviglioso percorso dell’integrazione scolastica. Un percorso non semplice a causa di varie resistenze e mancata collaborazione da parte di alcuni insegnanti, che è stato reso possibile grazie ai progetti di istruzione domiciliare finanziati dalla Fondazione Carispe per la scuola dell’obbligo e successivamente, per la scuola superiore, grazie ai finanziamenti della Società OSD. Questo percorso si è concluso felicemente presso il liceo scientifico tecnologico, dove Lorenzo si è diplomato nell’anno 2008.
Nel 2013, la Fondazione Area Onlus ha avviato un progetto di arte e disabilità ideato dall’associazione culturale Startè, al quale hanno aderito alcuni artisti spezzini, così che Lorenzo ha potuto avere un primo approccio con l’arte.
Lo scopo è stato quello di offrire occasioni di socializzazione e di incremento delle autonomie alle persone con gravi disabilità avevano partecipato. Lorenzo, grazie a questo progetto, ha sviluppato una sua capacità fino ad allora sopita, diventando così protagonista di un percorso artistico difficilmente immaginabile per una persona con una grave cerebrolesione.